“SORPRESA NEL MAGAZZINO DEL DROGHIERE” (2008)

“El grembial de Sveno” – scultura luminosa
“Ombra de campanile” – installazione
“B as Butterfly, ovvero… Butta la pasta” – gioiello

Metacrilato, neon
Misure determinate dall’ambiente


Paratissima 2008, ospitata nel quadrilatero di San Salvario a Torino, mi offre lo spunto per un intervento nuovo. Alla ricerca di uno spazio, individuo l’ex magazzino di un droghiere, ora della gioielleria Cane, all’interno del cortile…
E’ un magazzino da tempo in disuso lasciato così com’era…
Meraviglia delle meraviglie: al suo interno ancora un vecchio frigo anni ’50, di quelli in formica tipici da negozio, con le maniglie in alluminio, e scaffali che riportano le etichette dei vari tipi di pasta, vermicelli, capellini, spaghetti, fastonati, farfalline, farfalle 93…
Scattano subito mille emozioni, entisiasmo, euforia, ritorno nel mio passato , di quand’ero bambina nel mio paese, a Soave. Ricordo la drogheria di Sveno e la Cecilia, la bottega della mia nonna Egle, con quel frigo in legno, le caramelle nei vasi di vetro, le latte del tonno e del cioccolato…, la nota della spesa che scriveva mio padre aggiungendo scherzosamente “ombra di campanile”; Cos’è? – chiedevo – dove si compera?” E Sveno che a fine ottobre per il periodo “dei morti” esponeva un cartello “Lumini per i morti e mortadella per i vivi”
Sono a Torino da un po’ di anni e in questa occasione e soprattutto in un quartiere multietnico come San Salvario, riscopro e condivido sensazioni care, mi sento a casa, in una dimensione familiare…
Cerco di fare rivivere quel magazzino vuoto e abbandonato con una “luce” nuova.
Immagino quel droghiere come l’ha lasciato l’ultima volta, chiudendo la porta dietro di sè. Il grembiule appeso al frigorifero, ancora qualche nota della spesa sparsa qua e là, della psata in qualche scaffale…, un tipo di pasta in particolare, le farfalle.
Il mio intervento prende forma in metacrilato e neon. “El grembial de Sveno” è tratto dalla sagoma di quello reale del droghiere, realizzato in plexiglass opalino satinato con le stringhe in neon bianco. “Obra de campanile”, le note della spesa in plexi trasparente, incise a mano, trasparenti, appunto, come se il tempo le avesse quasi smaterializzare, rese ora evanescenti, come un ricordo quasi dimenticato. Inoltre, secondo la mia pratica – dove realizzo un gioiello legato al tema dell’installazione – ed essendo ospite della gioielleria Cane, è inevitabile l’elaborazione di un preziosoo con una sua precisa forma. La pasta, dunque, la mia nuova materia estetica. E “B as Butterfly, ovvero… Butta la pasta” il titolo del lavoro che, a forma di farfalla, mi rimanda a Benji, la mia cara cagna a cui sono particolarmente legata con dolce affetto, specie dopo la sua perdita. B come il nome della mia Benji, ma anche nell’alfabeto inglese come Butterfly, farfalla. qualche farfalla in plexi trasparente, dunque, come in una manciata di pasta che si butta nell’acqua di cottura, diventa una graziosa collana, trasparente come un ricordo… c’è ma non si vede, e rimande a farti compagni, oggi nel presente. “…E se viviamo nel presente, voltandoci indietro possiamo solo raccogliere tanti “tempi sospesi”, tappe che sommate formano quanto siamo oggi”.