“ZERO INFINITO” (2004)

L. Ambrosi /I. Novarese
Metacrilato, foto, lampadine

Zeroinfinito – In una stanza nera e buia, si è delimitato uno spazio vuoto, uno spazio circolare, con otto cilindri luminosi sospesi, descrivendo/scrivendo uno zero, il non-numero, l’assoluta vacuità o l’assoluta pienezza.
Le immagini proposte su ognuno dei cilindri sono state fotografate durante i lavori di demolizione e ricostruzione negli spazi delle ex officine Savigliano in Torino e presso l’acciaieria Ferrero a Settimo Torinese.
“Attraverso la loro ricerca, le artiste inducono a considerare l’opera come un testo aperto, contingente, metaforico rispetto al quotidiano. Di qui discende come conseguenza primaria il prevalere non dell’esemplarità del linguaggio, ma dell’eclettismo dei linguaggi, la costruzione di un’immagine dell’arte nella quale è predominante il suo “status”. L’opera è la risultante di processi concreti il cui scopo primario è rivelare connessioni tra metodiche ed esperienze: un flusso ininterrotto all’interno di un percorso mentale e percettivo, intessuto di rapporti tra forze centrifughe che segnano le relazioni tra soggetto e contesto.
Il vuoto, cui allude il titolo della mostra, è visto come un’opportunità in positivo, un’assenza indefinita da cui tutto diviene.
Nel linguaggio fotografico si identifica una tipologia estroversiva, che tende a costruire intarsi e topografie situazionali.
Una fotografia, dunque, che rivela un’attenzione peculiare ai rapporti tra dettagli e globalità, alle costellazioni mutevoli che caratterizzano l’esistenza, le marginalità e l’omologazione nel contesto metropolitano.“ (Tiziana Conti)