“PENELOPE” (2005)

Metacrilato, fibra elettroluminescente

cm 60 x 34 x 100


Ironica opera di una Penelope intenta a tessere e stessere un suo vezzoso abito, arricchito da un filo luminoso e raggiante. Il filo allegro e colorato dell’ironia cuce l’uno accanto all’altro dei segni ripetuti e intrecciati che riconducono alle immagini e ai momenti del mondo quotidiano, ai suoi dubbi e alle sue certezze, ai suoi sogni e alle sue illusioni. Un abito iniziato e mai finito, lasciato in sospeso quasi per assaporare il gioco intrigante e piacevole dell’attesa, colma di aspettative e speranze per nuove scoperte. Ancora una volta il “filo” rappresenta un personale e riconoscibile linguaggio poetico ed estetico, al tempo metafora e pretesto per una riflessione condotta lungo le trame del quotidiano, seguendo il dipanarsi dei tanti momenti del vivere che tessono il reticolo fitto della vita: il suo procedere e le soste, le scelte e i cambiamenti, le fratture e il ricomporsi, i ritorni e gli abbandoni, gli ondivaghi ritmi incatenati del tempo. Un filo che consente il procedere, l’andare avanti, il tendersi verso un nuovo ordine, il ricominciare da capo e un lembo di tessuto rimane intatto a significare la persistenza di un frammento dell’io che sopravvive a distacchi e fratture e che consente l’intrecciarsi e l’esistere di nuove possibilità.